domenica 3 giugno 2007

Nina Ninetta Ninotta Ninella Ninutta Ninilla...Nutella?



Ecco Nina, passata la turbolenza dei primi due mesi evviva la pace dell'animo!
Che buffa!

Il castello inespugnabile




Quando sei piccolo ti puo capitare di immaginare dei luoghi fantastici, dei luoghi che nella vita quotidiana tra il tuo condominio, l'asfalto e la scuola non puoi certo incontrare. Ti puo capitare di guardare delle figure disegnate, di appassionarti a racconti, ti può capitare di provare delle emozioni particolari a leggere una storia e a guardare delle illustrazioni. Quando ero piccola io vivevo in un appartamento in un piano alto di un palazzo, andavo a scuola dalle suore e facevo danza classica. Avevo due passioni: la passione numero uno erano i Racconta Storie, una raccolta di storie incredibili che io ascoltavo da una audiocassetta narrate dai piu importanti attori iltaliani e illustrate su un giornalino da divertentissimi illustratori. La passione numero due era il Corriere dei Piccoli. Mio papà ne comprava un numero ogni settimana a me e a mio fratello e poi li faceva rilegare in dei bellissimi libroni da un vecchietto che abitava in una piccola casa in Città Alta. Questo vecchietto usava delle carte con stampe particolari e ancora oggi a Bergamo conservo questi bei libroni cartonati con le vecchie edizioni degli anni 70 e primi anni 80 del Corriere dei Piccoli.
Le vecchie edizioni usavano una carta molto ruvida e giallognola, sembrava quasi carta di mais o carta riciclata. Molto porosa e assorbente e su quelle pagine i colori delle illustrazioni avevano una sfumatira quasi cupa. C'erano dei bei personaggi: la Stefy era la mia preferita in assoluto, con il suo amico Eziomaria e la Samantah che aveva le adenoidi e il cane UBù. C'era la Pimpa,
c'erano i Ronfi con un nasone enorme, c'era Coccobill di Jacovitti che mi faceva paura.
Tra quelle pagine un giorno mi capitò di imbattermi in una serie di strisce a fumetti che colpi la mia fantasia, il mio mondo fantastico in maniera indelebile. Ebbene sì si trattava delle storia di G. e del Drago T. Si narrava di questa bimba di città che aveva un cagnolino grassoccio e che si addormentava e attraverso il sogno finiva in un mondo medievale cupissimo, notturno, teso dove conosceva un drago di nome T. Il drago era ciccione, aveva un bel nasone gommoso e viveva in una casa dentro a un albero davvero molto accogliente e calda piena di tanti cibi buoni e fatti a mano. Solo che poi il drago veniva rapito da un uomo in armatura che lo portava entro una gabbia. Il drago poverino da solo piangeva con gran goccioloni e la bambina G., coraggiosissima per me, lo andava a cercare e lo trovava. E poi accadeva una cosa magica, un fatto che colpiva la mia immaginazione in modo molto intenso. G., T. e il cane si infilavano sotto una coperta e attraverso questa coperta diventavano invisibili e potevano volare via. L'immagine era quella di una coperta da cui spuntavano i piedi dei 3 personaggi: messa come una sacco sopra di loro mentre volavano nella notte sopra le colline. Un immagine che mi faceva paura ma mi affascinava. Quasi come un pensiero di morte. In questo modo G., T. e il cane si salvavano e finivano a festeggiare in un bel borgo medievale.
La storia di G., lo stile del disegno, il tratteggio, i colori densi e caldi, un certo non so che di paura mi rimasero cari per tanti anni. Addirittura già all'università avevo comprato in un negozio di libri vecchi altri libri con storie della G., tanto ero affezzionata al personaggio e allo stile del fumetto.
Un giorno poi per puro caso, non so davvero neanche io perchè, mi sono ritrovata a lavorare con coloro che avevano creato quel fumetto che io da piccola sinceramente avevo tanto amato.
Mi sono fatta raccontare anche dall'autrice qualche storia legata a quell'immagine notturna che mi aveva tanto colpita . E ho scoperto pure che quella è davvero un'immagine particolare nata in un attimo definibile come di Ipnogoghia, uno stato di vita virtuale tra la realtà e il sogno che si prova poco prima di addormentarsi.
Tutto questo è accaduto per puro caso, per pura coincidenza. Non so ancora per mia fortuna o sfortuna ma sicuramente con mio grande stupore e interesse.
Così è anche potuto capitare che quella bimba che ero abbia potuto attraversare un cancello rosso mattone, ed entrare in un giardino ombroso. Abbia potuto inoltrarsi sotto gli alberi e giungere a vedere un castello dalle torri merlate che le ricorda tanto nella sua anima e nella sua fantasia quel castello del fumetto, sopratutto nei colori. Quella bimba che ero ha capito molte più cose su quel fumetto, ne ha potuto annusare a fondo le atmosfere e le sensazioni.
Quel senso di paura e di calore. Quel senso di casa dato dal cibo e dalle suppellettili ma anche la tensione che viene dalle atmosfere chiuse e buie. Un mondo a parte ovattato ma anche opprimente dove manca l'aria e il passato incombe in maniera prepotente.
Dove bisogna essere bimbe coraggiose e dove si deve cercare di accettare e comprendere le tensioni e i momenti di buio che la vita ti presenta.
Nella mia corta vita credo che quasi nulla mi sia successo per caso, tutto alla fine è ritornato, spesso i cerchi si sono chiusi. Molte volte i miei desideri inaspettatamente si sono realizzati , e ciò che mi ha appassionato da piccola mi si riprensentato magicamente da adulta in forme piu vicine e comprensibili. A volte credo che questo sia il senso di tutto, ma è un pensiero bello perche chissà veramente quanti altri cerchi chiuderò, quante altre coincidenze mi capiteranno, quante altre scatole cinesi nel corso degli anni si apriranno.

lunedì 28 maggio 2007

Welcome Amarillo!



A new friend is arrived in La Casa a Pois! His name is Amarillo!

venerdì 25 maggio 2007

Go Buffalo!

Chris showed me this video from Utube. I think it's the most incredible animal video i've ever seen in my life! It moved my soul! Look at it. You will agree with me.

http://www.youtube.com/watch?v=8g5BoU8dKZ4

giovedì 24 maggio 2007

Minimations

Look at these beautiful shorts...they are so cute!

mercoledì 23 maggio 2007

For whom loves Paper Crafting

For whom loves Paper Crafting, visit this page on Flickr. It's so crazy and funny! Full of new ideas for working with paper!

It happens that a fish felt in love with me


Cena al ristorante cino-giapponese con Phil, Ga, una tedesca e una stilista. Siamo arrivati presto io e Phil affamati e attratti immediatamente dal tavolo accanto al lungo acquario dentro al ristorante. La popolazione acquatica era costituita da carpe, carpine e carpette un po stupidotte e agitate, un paio di pesci biscotto arancioni con una bocca a triangolo e lo sguardo poco sveglio, un pesce misterioso e taciturno sui toni del blu e un pesce molto antipatico giallo che se ne stava sempre per i fatti suoi. Mentre Phil mangiava allegramente una ciotola di PESCE crudo e riso e Ga si deliziava con un intera barchetta di pezzi di PESCE crudo, i pesciolini dell'acquario ci guardavano. Soprattutto due sono stati conquistati da me e Phil. Io ne avevo uno del tipo carpa, maculato arancio e nero, con due bei baffoni e sguardo languido. Phil, il S.Francesco ligure, ha conquistato il cuore invece di un bel pesce biscotto che lo guardava con tenerezza mentre muoveva la boccuccia a triangolo. Facevamo due belle coppie, un bel quartetto devo dire. Poi a un certo punto una carpa albina cicciona ha fatto un balzo fuori dalll'aquario, è atterrata nel mio piatto, si è alzata in piedi, no sulle pinne, e molto severamente ha fissato i suoi occhi samurai nei miei. Poi si è lisciata i baffoni e dopo una pausa di riflessione ha aperto la bocca e...mi ha sputato in faccia. Hahahahha sarebbe stato bellissimo !!! Bella questa storia! Hahahhaha! No non è vero, non è successo niente di tutto questo...abbiamo mangiato, bevuto, parlato di blog, di lavoro, di Tfr, ridacchiato e pagato il conto. Io ho provato a sfamare i pesci affamati con una nuvoletta di granchio ma il cinese cameriere mi ha redarguito severamente come se fossimo allo zoo! Beh dai almeno ci ho provato a renderli un pochino felici e a movimentare la loro noiosa serata nella casa-acquario!

domenica 20 maggio 2007

Boh...mmm ...i come from Bergamo

In tutti i miei viaggi..in tutte le mie vite ricominciate da zero in città nuove....a volte mi dimentico di una cosa importante...la mia città natale...il posto dove ho vissuto fino a 18 anni. Bergamo. Per chi sta lontano da un posto familiare è sempre un tuffo al cuore tornare e riconoscere delle atmosfere, dei colori, dei materiali, degli odori della propria città. Io faccio così...rimuovo dalla mia esistenza quei 18 anni di sensazioni perchè il ricordo mi farebbe stare male...e quindi non ci penso a Bergamo. Ma se per caso...navigo su Flickr e trovo addirittura una pagina di 200 e passa foto solo della mia città, allora mi fermo, mi perdo..e divento malinconica. Credo che questa sensazione sia condivisa da tanti miei amici che vivono lontani da casa.
Vi posto anche il link della pagina su Bergamo. Magari vi incuriosisce conoscerla.

Uffà!


ullàllà, originally uploaded by la casa a pois.

uff!


uff, originally uploaded by la casa a pois.

me and myself

giovedì 17 maggio 2007

Irina T. a great russian illustrator

I found a new talented artist. Look at her pictures

La mia nuova vicina di casa


Ho finalmente una nuova vicina di casa giovane e simpatica!

Certo, per stringersi la mano c'è ancora qualche problemuccio ma in un paio d'anni dovremmo riuscire a risolverlo. Per ora in segno di amicizia può solo sbavarmi sulla spalla. Forse al suo paese si fa così! Mah...

martedì 15 maggio 2007

Una racconto scritto dieci anni fa


Nella città di Worms in Germania viveva una bimba di nome Liù, abitava in un condominio molto fatiscente in periferia. Davanti alle finestre del suo appartamento al primo piano vedeva sempre, ad ogni scoccar dell’ora, passare il treno. Faceva tanto rumore ma per fortuna era corto . Una volta aveva chiesto alla mamma dove andassero tutte le persone che ogni giorno prendevano quel trenino, e la mamma aveva risposto che quella “vecchia carcassina” portava solo a Pontelagoscuro. Pontelagoscuro? Che nome incredibile, chissà che luogo misterioso doveva essere pensò per molto tempo la bambina. Si immaginò un paese molto buio anche a mezzogiorno, con gente trista e barbuta (perfino le donne, perché è vero che anche le donne, come ad esempio la zia Benita, possono avere i baffi!!) e con un lago color blu cobalto con tanta nebbia che vi calava appena faceva sera. In realtà rimaneva tante ore a fantasticare su paesi lontani perché Liù non aveva molto da fare; era una bimba piuttosto silenziosa e solitaria, si era trasferita in quel quartiere da poco. Prima abitava con la madre in centro alla città, ma quando la mamma aveva perso il suo posto di lavoro si erano dovute arrangiare alla meno peggio cercando alloggio in una casa popolare. Che cos’è una casa popolare? E’ una casa malconcia e malandata costruita con pochi soldi in cui sono stati creati tanti piccoli appartamenti pure malconci che il comune della città assegna alle famiglie o alle persone più povere e emarginate. Ecco dove era capitata la piccola Liù, ma non è che a lei importasse molto di quanto fosse povero l’appartamento o di quanto fosse piccola la sua stanzetta. Con la mamma si erano divertite tantissimo a colorare tutte le stanze di un colore diverso: la cucina l’avevano fatta arancione perché faceva pensare al Messico e ai suoi cibi piccanti, il salotto, che fungeva anche da camera da letto di mamma, lo avevano fatto verde e avevano disegnato sulle pareti tanti alberi carichi di uccellini, con ai piedi gruppi di gnomi e fate scorrazzanti che ogni volta che Liù ci posava lo sguardo le pareva sempre che le facessero l’occhiolino. Il bagno lo avevano dipinto con tanti delfini e stelle marine mentre la stanza di Liù era tutta bianca ma con disegnate delle nuvoletta azzurre e un sole e per terra avevano messo della morbida moquette verde su cui giocare rotolarsi e stiracchiarsi a più non posso.

venerdì 11 maggio 2007

Ego quoque?

Audrey

E' strano come avessi tanto tempo per me mentre ero raffreddata a casa settimana scorsa. E' stato bello. Avere modo di potermi vivere una giornata intera tutta per me. Alzarsi tardi, di martedì, poter aprire le persiane di casa e vedere l'albero verde di fronte alla finestra, sentire i suoni delle case accanto, la donna matta che parla da sola sul terrazzino di fronte, la vicina sotto che spazza, i muratori che finiscono la ristrutturazione accanto. Poi, lasciata la finestra, fare due passi un cucina, prepararsi il caffè nella moka, e nel frattempo andare in bagno a sedermi sonnacchiosa sul water, lavarmi per benino il muso e nel frattempo sentire il caffè uscire. Poter versare il caffè, metterci il latte freddo e inzupparci dei bei biscottoni di fronte alla tv.

Mentre sono seduta, voltare lentamente il viso verso la finestra.. un po' di luce mi fa socchiudere gli occhi, e vedo il sole che passa attraverso i rami del glicine... e poter godere di quella vista, della mia solitudine, di un cane sonnacchioso che vuole coccole e che ti guarda stupito: "Ma che ci fai a quest'ora a casa? Di solito sono io che appena te ne vai mi metto a fare il padrone, metto il grembiulino, passo l' aspirapolevere, sbatto i cuscini... che ci fai qui?" E poi avere tempo per pensare, un tempo dilatato, non morsicato qui e lì, pensare che c'è ancora una vita personale vissuta umanamente, non istericamente, perchè non riesco mai a fare tutto quello che vorrei.

E allora mi risiedo davanti al computer e comincio a dedicarmi al mio mondo. Al mio blog (avete visto quanti bei post di informazioni risalgono a quei giorni di pace?), ai libri per bambini sottratti in fiera a Bologna, a ritagliare, disegnare, chattare, comunicare, sistemare foto su Flickr e avere anche modo di conoscere una mamma brasiliana che fa pupazzi bellissimi per sua figlia.

Poi mi rimetto a sistemare un paio di cosine, pranzo e mi godo il primo pomeriggio, sdraiata sul divano a vedermi tutti quei programmi trash di Maria De filippi che mi vedevo quando ero studente, mi annoio e ritorno ai miei rituali d'arte e comunicazione, scrivere, pensare...pensare a cosa fare del mio futuro prossimo. Lasciare il lavoro a settembre per dedicarmi al mio sogno di disegnare, di avere una professione artistica e indipendente per il mio futuro. Oppure tirare ancora avanti aspettando che qualcosa accada in quel posto, che ci sia un aumento, una posizione più prestigiosa, una responsabilità non piu solo burocratico-relazionale ma anche artistica. Perchè uno che si sente di avere un mondo interiore potente, si sente di rischiare per non avere rimpianti futuri, ha comunque paura di buttarsi? Sarà perchè è la scelta sbagliata?Ho bisogno di consigli cari lettori...ho davvero bisogno di un aiuto concreto da parte vostra...lasciatemi dei commenti. Ve ne sarò grata. Lasciare quel lavoro, con un contratto di 6 mesi in 6 mesi, 8 ore al giorno, per 1000 euro al mese, in cui mi viene dato un ruolo di pubbliche relazioni ma anche di porta valigie e correggi lettere, per buttarmi in una scuola costosa di illustrazione dove forse potrei realizzare un sogno. Di essere io padrona del mio destino. Di avere in mano la tecnica artistica che prediligo e per cui ho una passione ormai da una decina d'anni? La spesa per la scuola e l'investimento di energie sarà molto grande, finirò a 31 anni, e non ho garanzie di riuscita poi concrete nel settore. Ma è il mio sogno, la mia passione. E' così che mi voglio vedere da grande. Assieme al mestiere di autrice di testi. Cosa che sto già facendo ora.

Prego chi se la senta di lasciarmi un commento di farlo. Sarei molto felice di sentire le vostre opinioni. Ne ho un gran bisogno!

mercoledì 2 maggio 2007

Le prime foto della Diva

Per tutti quelli che non hanno ancora avuto modo di conoscer Nina, ecco qui le prime foto esclusive della picciridda!

martedì 1 maggio 2007

The talented Romain Segaud

Romain Segaud is a french director very very young but very very talented! I suggest to have a good look to his web site and his works!
Everything is very interesting!

Il nuovo video di Donato

Donato mi ha mandato i link per poter vedere online il suo nuovo video per Casasonica. Consiglio a tutti di vederlo. Soprattutto ad Angelo che so che è un appassionato del settore. Ma anche a tutte le mie amiche donne che apprezzeranno i muscoli del cantante (soprattutto nel backstage!)

Some orange for a rainy day





lunedì 30 aprile 2007

Mouettes à Venise

Photos made by Audrey

Pictures of Audrey

E io comunico

Photo made by Audrey

Eccomi qui di ritorno dai tanti viaggi in giro per il mondo! Quasi una circumnavigazione! Sono felice di essere tornata a casa. Con un grand bagaglio di ricordi. Di ispirazioni e di pensieri creativi. Il Miptv di Cannes mi ha portato a pensare al mondo vacuo della comunicazione e della televisione. Che ritmi veloci! Quanti tailleur inamidati! Quanti tacchi a spillo! Quanti soldi e quante costruzioni false! Poi è stata la volta della fiera del libro di Bologna! Che bello che è stato! L'atmosfera era serena, rilassata, buffa. Il sole entrava dalle tante vetrate e illuminava naturalmente le immagini. Le persone passeggiavano, guardavano, curiosavano qui e là. Tutti vestivano abiti particolari, calze colorate, scarpe comode. I capelli non erano cotonati o mesciati ma tagliati strani, come se anche la pettinatura fosse una via comunicativa. Ragazzi da tutto il mondo, dal Giappone, dalla Corea, dalla Germania e dall'Argentina tutti con i loro faldoni pieni di fantasia, di tecnica, di immagini. E il muro su cui tutti appendevano tracce di loro stessi. E' stato tutto così bello e rasserenante a Bologna. Una full immertion nel mondo dell'immagine! Così tanto che la sera gli occhi erano pure stanchi di guardare. E' stata ancor più bella la sera dell'inaugurazione della mostra di Anne Herbaut: tutti i creativi della fiera, giovani di ogni dove si erano trasferiti in quelle stanze dietro la chiesa, con il pavimento di parquet chiaro, i muri bianchi e le cornici dei quadri di legno chiaro. Sembrava di stare in Svezia! Mamma mia che felicità fare parte di quel mondo! Insomma ho fatto così il pieno di creatività che sul treno di ritorno da Venezia dove sono andata con Audrey sabato, non mi potevo fermare dal voler disegnare. Tra i sobbalzi del treno l'ho fatto per ben 6 ore e ora sono ancora qui a farlo. E il pensiero di essere una parte di quelle tante persone che ho visto amare il mondo dell'illustrazione, mi riempie il cuore

martedì 24 aprile 2007

Diario in diretta dalla Fiera

Mi trovo a Bologna. La fiera del libro per bambini è appena cominciata. E' appena stata sfornata ed è croccantissima. Per chi non potrà parteciparvi mi sembra giusto raccontare qualcosina. La qualità delle illustrazioni è altissima, ci sono dei libri molto belli e gli espositori migliori sono i coreani, gli olandesi e alcuni spagnoli. I francesi e i nordici secondo me sono già un po' più antiquati. L'atmosfera in fiera è molto serena, molto piu leggera e svagata degli altri anni forse grazie ai begli allestimenti per la mostra degli illustratori o per la tanta luce che penetra dalle finestre.
Per la prima volta partecipo alla fiera con uno stand, e devo dire che è molto emozionante. Incontri gente da tutto il mondo e la cosa bella è che queste persone condividono le mie stesse passioni per la letteratura infantile e per l'illustrazione di qualità.
Stamattina mentre arrancavo nelle code per entrare ero circondata da gente, uomini e donne, ed era incredibile come stereofonicamente sentissi parole in koreano, in svedese, in americano, in francese e in tedesco. In queste situazioni ti senti parte della confraternita umana.
Bologna porta con se come sempre il suo odore dolciastro che un po' ti stordisce e un po' ti eccita. E' bello ripensare a quante vite ho vissuto nei miei sei anni universitari qui. E in occasione della fiera ci sono molte mostra di illustratori organizzate nelle piccole gallerie della città. Sono fortunata che giovedì ci sarà l'inaugurazione di una mostra di un'illustratrice che a me piace moltissimo Anne Herbauts. E non mancherò all'appuntamento!
Se qualche amico vuole venire entro venerdì io ho pass gratuiti da donare al prossimo. Non mancate questa occasione!

giovedì 19 aprile 2007

A new magic drawer

Enjoy this wonderful blog...lokk at her drawings so great!http://2poundelephant.typepad.com/2lb_elephant/

mercoledì 18 aprile 2007

PETIT


Welcome to the new world....not so new


Sono scomparsa, lo so...sono stata a fare il giro del mondo in 3 giorni. Una immersione totale nella comunicazione mondiale.

mercoledì 11 aprile 2007

comporre parti di V I T A



Capita a volte che nella propria esistenza di tutti i giorni si presentino delle "occasioni".
A volte si incontra inaspettatamente la morte, lei ti passa accanto e la senti così vicina da poterne percepire l'odore, il movimento, il non-ritmo, la non musica ed è un'esperienza così devastante che non si riesce a pensare a nient'altro che a quello. Si viene tormentati da un panico incontrollabile. Si pensa solo alla fine di tutto. Si crede che in sostanza il senso della vita sia la sua fine stessa. Questo ti immobilizza per un certo periodo di tempo...variabile da persona a persona...c'è chi ci impiega qualche anno a ricucire i pezzi...chi non ci riuscirà mai.
A volte la morte non è così distruggente...anzi..si presenta in maniera molto naturale...in vecchiaia...la senti solo come un passetto in più dopo tanti altri passetti. Diventa la conclusione di una lunga camminata a volte al mare a volte in montagna, ma sempre dritta, sempre coerente, sempre omogenea. E allora anche il funerale è un modo per rivedere persone care, fare due chiacchere del piu e del meno, vedere le rondini nel cielo sopra il cimitero, le nuvole bianche nel cielo blu intenso, e le pareti gialle della chiesa che riflettono in maniera pungente il sole (come in un quadro macchiaiolo).
E a volte incontri la Vita. Una volta una persona cara mi disse che in ospedale non si incontra solo la morte e la malattia, ma si può essere fortunati...si può incontrare una creatura mai stata prima su questa terra. Una divinità. Che non sa nulla di niente, che non si immagina nulla, che non suppone nulla, che non riflette su nulla ma che possiede una saggezza e una serenità sacre. E' vero. Ti ritrovi ad amare e ad onorare Colei che non ha fatto nulla per essere amata ed onorata, che non ha abusato di poteri e conoscenza, ma che con la sua sola presenza è capace di dare un senso a tutto, è capace di darti mille spiegazioni, è capace di farti fermare il respiro e sciogliere tutto quel grumo di tensioni e dolori che ti porti in petto. Pur semplicemente dormendo, respirando...Come è possibile che basti tutto questo?Come è possibile amare qualcuno senza averlo mai nemmeno conosciuto?
Come è possibile che la vita e la morte non possano mai stare assieme? Non si incontrino mai? Si rincorrano sempre e ciclicamente mentre noi ci arrabattiamo a cercare un senso?
Solo quella bimba e quel signore con la barba che ho salutato in questi due giorni conoscono il grande segreto ora.
E non posso neanche chiedere loro di spifferarmelo in un orecchio!

venerdì 6 aprile 2007

Nascendibus

E' nata Nina!

mercoledì 4 aprile 2007

I love Humpty Dumpty


Signorina...permette... Oh che bei baffoni!


Piove..mi metterò gli stivali


L'uccellin deportato


Men walking on a rainy day


martedì 3 aprile 2007

Piattus riccus ...I'm ready!


Ieri sera sono andata fuori a cena...e ho scoperto un posto bellissimo in centro a Torino che vorrei fare conoscere a tutti i miei amici. E' il Circolo dei lettori. Praticamente un enorme e meraviglioso appartamento in un palazzo di centro città, arredato perfettamente come una casa di fine 800. Con mobili, quadri, tende e tappezzeria originale. Perche tutto è bloccato dalla soprintendenza. E' un luogo molto suggestivo, dove chiunque può andare, sedersi sulle poltrone, leggere qualcosa, passeggiare tra le grandi stanze..in tutta tranquillità. E in più c'è un ristorantino tutto arredato con mobili semplici e alle pareti tantissimi autoritratti di pittori che frequentavano quel posto negli anni passati (quando era ancora il Circolo degli artisti). Invito ad andarci chiunque volesse passare qualche oretta immerso in un'atmosfera diversa, a crogiolarsi tra i propri pensieri. ...Apprezzo tantissimo Torino per queste chicche di bellezza raffinata.

lunedì 2 aprile 2007

fiorellini fru fru

In onore della bella giornata di sole

Made in China

Cin, Cin Cin...la Cocincina..un omaggio ai prof della Tongji University che ho incontrato oggi.

domenica 1 aprile 2007

Nuove ideas



Visit this wonderful blog of art, craft and handmade puppets
How to make your own sock monkey
Look at this great german female artist
A lot of ideas inside this blog
A cute blog from Hawaii
An infinite blog of great colours and ideas
Art and craft from Portugal
So many sweet puppets inside this blog

The house on a hill


Indovina con cosa abbiamo fatto la collinetta?

...e chissà cosa pensava Nico...


...e chissà cosa pensava Nico...tremava tutto e leccava delicatamente la pancia di Simo...probabilmente percepiva che c'è qualcosina lì dentro...è stato davvero dolce..

Novo set




Questa settimana è stata un po' ferma, ma in realtà pur nella sua immobilità artistica è stata veloce. Non ho lavorato a nulla di creativo, se non iscrivermi alla comunity di Flickr con una mia pagina, e ammirato i lavori di una coppia di fotografi islandesi che vivono a Londra (potete vedere tutto nei link qui accanto). A un certo punto però l'ispirazione è arrivata e dall'immobilità sono scoppiata in una serata di grande movimento. In cui ho coinvolto Simona. Sono molto emozionata per la sua maternità e gioisco al pensiero che tra qualche giorno riuscirò a vedere e a conoscere questa creaturina che lei si porta dentro da tanti mesi. In fondo certo fa parte delle nostre vite da parecchio, ma finora è rimasta nascosta nel pancino...e ha interagito solo con la sua mamma. Ora il pensiero più bello è che pure noi potremo conoscerla, diventarci amici, aiutarla, proteggerla, riderci e parlarci insieme. E allora giovedì sera ho arrangiato un set nella mia piccola stanza-salotto dai muri bianchi, con un faro e un telo per terra, e ho proposto a Simona di farmi da modella. Non potevamo lasciar passare un momento così importante e irripetibile come gli ultimi giorni di maternità. Dopo i primi attimi di imbarazzo abbiamo cominciato a divertirci e tra pancie grosse e stanchezza degli occhi abbiamo "partorito" tante immagini. Queste per me sono le più belle.

Dedicate a Giovanna




Queste foto sono state fatte il pomeriggio della laurea di Giovanna, nella cucina della sua casa. La luce era bellissima e c'era tanta tranquillità dopo le emozioni della mattina.
Era bello giocare con Maitena, e farle vedere come le nocciole navigano in una tazzina piena d'acqua.